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EVERYBODY IS IMPORTANT
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Anwar Yousefi & Timo Virtanen.
Allenatore e Coordinatore Timo Virtanen – Progetto EVERYBODY IS IMPORTANT
​Timo Virtanen è allenatore e coordinatore internazionale del progetto EVERYBODY IS IMPORTANT, sviluppato sotto l’egida della World Children & Youth Physical Education Academy (C.Y.P.E. Academy) – www.cype-academy.org.
Il progetto è un'iniziativa umanitaria ed educativa che mira a sostenere il benessere, l’istruzione e le opportunità di attività fisica per bambini e giovani, in particolare nelle aree colpite da crisi e conflitti.
Sotto la guida di Virtanen, il progetto è stato attivo nei seguenti contesti:
  • Bosnia ed Erzegovina (1998–1999),
  • Afghanistan (2005–2020),
  • Ucraina (dal 2025).
Il progetto viene realizzato in stretta collaborazione con organizzazioni internazionali e partner sia militari che civili, inclusi le forze SFOR e ISAF della NATO e le Nazioni Unite.
Queste collaborazioni hanno avuto un ruolo essenziale nel garantire la distribuzione sicura degli aiuti, un ambiente di lavoro protetto e un impatto duraturo e sostenibile nei settori dell’istruzione e dello sport giovanile.
Attraverso la C.Y.P.E. Academy, Virtanen è responsabile del coordinamento operativo, della pianificazione a lungo termine e della cooperazione internazionale con le comunità locali e le reti globali.
La missione fondamentale del progetto è offrire speranza, sostegno e opportunità concrete per un futuro migliore ai bambini e ai giovani – anche nel mezzo della guerra e delle crisi umanitarie.
​Invia un saluto al progetto SAVE OUR SCHOOLS – S.O.S.
Pubblicheremo tutti i saluti ricevuti.
Se lo desideri, puoi anche inviare una sponsorizzazione economica, che sarà destinata direttamente al progetto SAVE OUR SCHOOLS – S.O.S.
Dove devo inviare il mio saluto?
I saluti possono essere inviati a: [email protected]
Dove posso versare la mia SPONSORIZZAZIONE?
Dati bancari per sponsorizzazioni in EURO:
Effettua un pagamento domestico da un conto bancario situato nell’UE o nell’area SEPA.
  • Intestatario del conto: CYPE-Academy
  • IBAN: BE42 9055 2711 2454
  • Nome e indirizzo della banca: Wise, Rue du Trône 100, 3° piano, 1050 Bruxelles, Belgio
  • BIC/Swift: TRWIBEB1
  • Numero di conto: 5271124
Indirizzo della CYPE-Academy:
6466 Leshnikovo, Harmanli
Bulgaria
Email: [email protected]
WhatsApp: +358 45 1258817
Contattaci per maggiori informazioni se desideri effettuare un pagamento in sterline britanniche o dollari americani.
STORIA
“ Under our Sun, Everybody is important “
since 1995
Tributo ai primi 21 anni del progetto
Everybody is Important.
LO SPIRITO DEL FAIRPLAY
​

Esiste un unico Sole che fornisce ad ognuno di noi cio’di cui abbiamo bisogno per vivere. Ci muoviamo al di sotto dei suoi raggi, distribuiti egualmente per tutti.
Il progetto “Everybody Is Important “ ha compiuto nell´ anno 2016 I 21 anni di attivita’.
Rispettiamo la natura e l’ambiente che ci circondano lasciandoli in eredita´ai nostri figli.
Milioni di bambini e ragazzi sul nostro Pianeta muoiono ogni anno di morte violenta. Perche’i popoli non riescono a vivere in pace e violano i i diritti sia fisici che mentali dei ragazzi. Perche’?
La politica e la religione hanno offerto spesso il pretesto per uccidere, violentare e rapire milioni di giovani lasciandone anche molti di essi senza casa.
Il progetto “Everybody is Important” nasce nel 1995 e fin dal primo giorno si propone di contrastare l’ emarginazione dei bambini nella societa’.
Uno dei piu’ grandi problemi in Finlandia era ed e’ legato alla situazione dei bambini disabili.
Attraverso il progetto, molti di loro, sono riusciti ad integrarsi utilizzando come fattore aggregante lo sport, in particolare la arti marziali, Judo, karate e tekwondo.
L´obiettivo di “Everybody is Important e’quello di prevenire la violenza a danno dei bambini e di aiutare le famiglie che vivono nelle aree soggette a guerre e violenze.
Sosteniamo e promuoviamo I diritti dell´infanzia.
In 21 anni di attivita’ abbiamo aiutato milioni di studenti con l´ aiuto di genitori, allenatori e insegnanti.
Rispettiamo semplicemente i loro diritti senza schieramenti religiosi o politici.
U N I T E D  N A T I O N S                          N A T I O N  S U N I E S
THE SECRETARY-GENERAL
--
MESSAGE ON THE INTERNATIONAL YEAR OF SPORT
AND PHYSICAL EDUCATION
2005

People in every nation love sport. Its values -- fitness, fair play, teamwork, the pursuit of excellence -- are universal. At its best, it can bring people together, no matter what their origin, background, religious beliefs or economic status. And when young people participate in sports or have access to physical education, they can build up their health and self-esteem, use their talents to the fullest, learn the ideals of teamwork and tolerance, and be drawn away from the dangers of drugs and crime. That is why the United Nations is turning more and more often to the world of sport for help in our work for peace and our efforts to achieve the Millennium Development Goals.
To highlight the role that sport can play in our pursuit of a safer, more prosperous, more peaceful world, the United Nations General Assembly has proclaimed 2005 the International Year of Sport and Physical Education. I hope that Governments, international organizations and community groups everywhere use this observance to give serious consideration to how sport can be included more systematically in plans to improve people's lives. And I offer my best wishes to all of you for your contribution to this important global observance.
Kofi A. Annan

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Foto : Dr Anwar Yousefi, Afghanistan ITF Taekwondo Team & The Lion of Finland in Marefat high school Kabul, 17 agosto 2011
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L´INIZIO

Il progetto d´educazone fisica EverybodyIsImportant e’ nato nel Nord Europa, precisamente in Finlandia, nel 1995.
Voluto e fondato da Tim Power ( Timo Virtanen) che ne e’ sempre stato il coordinatore.
L´obiettivo del progetto e’ quello di permettere ad ogni bambino e ragazzo di praticare diversi tipi di attivita’ fisica, affermando I propri gusti ed inclinazioni.
Tutto ha avuto inizio col primo evento della Fair Play Football School, dedicato ai piccoli disabili.
Ne seguirono molti altri, principalmente per raccogliere fondi da destinare in beneficenza.
Fu anche un´occasione per formare insegnanti ed allenatori sul come tentare di arginare la violenza all´interno delle scuole.
Nel 1998 si e’ dato il via ad un progetto internazionale in Bosnia Erzegovina, in cooperazione con le Nazioni Unite.
Questo ha dato poi il via ad altre collaborazioni in varie zone critiche mondiali.
L´intento, e’ stato quello di aiutare scuole e sport clubs nell´organizzare eventi sportivi e al contempo di provvedere alla fornitura di materiali e attrezzature.
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CP- soccer Team Finland 1999
​Senza l´entusiasmo e la perseveranza di Timo Virtanen la PoHU HELSINKI, prima squadra di calcio composta da ragazzi diversamente abili, non sarebbe mai stata fondata.
Senza imputarsi alcun onore, Timo attribuisce al suo amico e collaboratore, il fisioterapista Petri Rissanen, il merito di avere innescato in lui la scintilla che ha poi dato origine al progetto EVERYBODY IS IMPORTANT.
Petri fu stupito del fatto che al tempo non vi fosse una squadra di calcio per ragazzi affetti da paralisi cerebrale, seppur il calcio rientrasse nelle discipline sportive delle Paraolimpiadi.
Dopo questa constatazione, nel maggio 1995, sotto richiesta di Timo, la Finland’s Football Organization, la Finland’s CP Union, la Finland’s Invalid Sport Union e la Southern Finland’s CP Society discussero circa la possibilita´per i diversamente abili di potersi allenare e giocare a calcio regolarmente e ufficialmente.
La Finland´s Invalid Sport Union non ritenne possibile tale eventualita´ in Finlandia.
Tuttavia, dopo varie negoziazioni si raggiunse nell' agosto 1995 questa conclusione: istituire una scuola di calcio per diversamente abili all´Helsinki City Tali Football Hall.
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Foto: La Fairplay Football School composta da bambini disabili Helsinki, Finlandia, 1995
​Ne segui´ poi un evento di 2 giorni durante il quale l´Unione volle esaminare quanto entusisamo tali ragazzi dimostrassero nel potere praticare sport.
Al tempo stesso fu anche un´ottima opportunita' per accrescere l´interessamento da parte delle persone verso questa "novita´"
Molti ostacoli e pregiudizi tentarono di impedire il progredire della scuola.
Grazie pero´ alla perseveranza di Timo Virtanen, 21 ragazzi diversamente abili, dagli 8 ai 21 anni, furono entusiasti di poter giocare a calcio e fu cosi´che nel 1996 nacque la FinnPa Fair Play Team.
L´inaugurazione della scuola, presieduta dall´arcivescovo John VikstrÖm fu un assoluto successo.
Chiunque abbia visto nascere questo progetto sa che senza l´impegno di Timo Virtanen, tutto cio´non sarebbe stato possibile.
"La vita e' come un gioco di squadra e chiunque puo' dare il proprio contributo". E Timo lo ha dato.
Durante l´autunno la squadra accolse molti giovani entusiasti e sul suo esempio, le associazioni calcistiche composte da diversamente abili vennero finalmente riconosciute.
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Everybody is important – Physical Education project since 1995.
​Il team nato prima col nome di PoHu e trasformatosi l´anno seguente in FinnPa, si allenava due volte a settimana.
Timo che e´stato anche il capo coach della squadra nazionale di calcio finlandese di non udenti non ha mai considerato la disabilita´come un limite: conosce le difficolta´dei diversamente abili e delle loro famiglie.
Spesso vengono umiliati e maltrattati.
Il fratello maggiore di Timo anche lui fu affetto da paralisi cerebrale e la sua morte fu un momento difficile per lui e per la sua famiglia.
Lo scopo della FinnPa fu quello di poter permettere ai propri membri di sentirsi importanti attraverso il gioco di squadra, abbattendo pregiudizi e barriere attraverso la pratica di un´attivita´sana e che permettesse loro di socializzare.
" A tutti i bambini e i giovani dovrebbe essere data questa possibilita´: anche i cosiddetti normalmente abili dovrebbero unirsi e giocare tutti assieme, cosa che molte volte e´ difficile che si verifichi." - dice Timo: " allenare i ragazzi e i bambini e´sempre stato facile per me, la loro passione e´forte e sincera, non gli interessa raggiungere una buona performance....vogliono solo divertirsi.
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Foto : I rappresentanti del Ministero della Difesa finlandese collaborano con “ Everybody is important” project 1995 – 2010.
​Sono solo, nessuno mi nota. Cosa c’e’ in me di sbagliato? E’ perche’ sono diverso dagli altri? Cosa devo fare per trovare degli amici? Tante le domande che provengono da una persona sola.
Molti si trovano in questa situazione.
Come possiamo aiutarli?
La solitudine e il senso di colpevolezza derivante dall´essere stato emarginato dalla societa´, puo’ essere molto dannoso anche a livello mentale.
Dobbiamo ricordarlo. Nessuno di noi ha la stessa esperienza di vita.
Ognuno di noi e’diverso degli altri,e questa e’ la vera ricchezza della vita.
Chi ha imposto dei limiti nella pratica di un’ attivita’ fisica e quali sono i suoi limiti? Per rispondere a questa domanda dobbiamo andare un po’ piu’ a fondo.
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Everybody is important Goalball School bambini non vedenti 1997
​Il nostro corpo e’ costituito da oltre 200 muscoli,in qualita’ di coach, posso affermare che il piu’ importante di essi e’il nostro cuore.
Puo’fornire agli altri muscoli una grande energia.
Il compito di un allenatore e’ quello di sostenere e motivare ogni componente della squadra.
Anche a livello sociale questo permette di trovare nuovi amici che mi apprezzeranno per quello che sono: mi sento importante, non sono piu’ messo in disparte e faccio finalmente parte di un gruppo.
Non mi sento piu’ solo.
Cosa dire a proposito dei risultati? Chi puo’ definire una buona o una cattiva performance?
In qualita’ di coach,vorrei mettere da parte queste distinzioni cosi’ da permettere ad ognuno di raggiungere il proprio goal senza ansia da prestazione.
Fare il primo passo, per molte persone, puo´ gia’ essere un grande obiettivo.
Se questo viene poi ripetuto ogni giorno si trasforma in sport.
Il mio compito e’ quello di permettere a lui/lei di arrivare a compierlo.
Maggiori opportunita’ avra’ il ragazzo nel poter arrivare al proprio traguardo , piu’ si sentira’ parte della societa’.
E gli fornira’ la motivazione per continuare.
Bisogna anche ricordare che gli insuccessi potrebbero mettere a dura prova la volonta’ e l’ ambizione: nessuno puo’ essere sempre vincente.
Anche le avversita’ ci insegnano qualcosa.
Come dice la leggenda paraolimpica Lasse Viren : “per essere capaci a vincere bisogna imparare a perdere”.
Se si dovesse insegnare solo a vincere ci si inoltrerebbe su una strada pericolosa.
Come lo sport professionale odierno, dove gli interessi in gioco sono sempre piu’ alti.
La fama e i soldi vengono ai primi posti motivo per il quale spesso si fa’ uso di sostanze illegali che minano contemporaneamente la salute sia fisica che mentale.
Dovremmo sempre ricordare che la piu’ grande vittoria e’ quella che si ottiene superando i propri limiti.
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​Abbiamo una grande possibilita´ attraverso l’ educazione fisica.
Raggiungere il proprio goal mediante il lavoro svolto col mio allenatore, puo’ portare grandi soddisfazioni.
La squadra e I nuovi amici sono un grande toccasana per la salute mentale.
Gli allenatori e gli insegnanti che mi guidano verso il successo mi permettono di sentirmi bene e di accettarmi per quello che sono.
Posso addirittura diventare un esempio per gli altri.
Dovremmo tutti ricordare di collaborare e sostenerci l´un l´altro sia nello sport che nella vita.
Ricorda: tutti siamo importanti
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Anche Sua Santita’ Giovanni Paolo II ha sostenuto “ Everybody is important “ – project.
NEL GIOCO DI SQUADRA SONO TUTTI IMPORTANTI:
LA STORIA DI TOMI

Sono la mamma di un ragazzo di 13 anni di nome Tomi.
Mio figlio soffre di paralisi cerebrale e pertanto per riuscire a camminare ha bisogno di ausili ortopedici.
Ne ha bisogno anche per giocare a calcio, ma questo non gli importa!
A Tomi e’ sempre piaciuto lo sport ed e’ sempre stato il suo hobby: le stampelle non gli hanno mai impedito di fare quello che voleva.
Ha iniziato la sua “ carriera” sportiva nella PoHu Helsinki per poi proseguire nella FinnPa Fair Play Team.
Nell´ autunno del 1995 leggemmo su un quotidiano che era stata istituita una squadra di calcio composta da bambini e ragazzi disabili.
Accanto alla notizia trovammo il numero telefonico di Timo Virtanen.
Chiamammo immediatamente per chiedere se Tomi potesse fare parte del team.
Chiesi se potesse giocare anche nonostante gli servissero le stampelle e necessitasse della sedia a rotelle durante i lunghi spostamenti.
Timo rispose: certamente!
Domandai anche se ci fosse la possibilita’ per Tomi di assistere a qualche allenamento della squadra che gia’ si allenava due volte la settimana.
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Foto: Prosegue il nostro impegno attraverso la nostra mascotte Sportjumper. Dicembre 2016
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​Cosi’ dopo avere visto e valutato questa possibilita’,Tomi volle unirsi subito al team, nonostante,oltre alle stampelle, avesse una protesi ad una gamba dovuta a una precedente operazione.
Fu cosi’che inizio’ la sua carriera nel calcio.
La squadra, gioco’ molti incontri nell´area di Helsinki.
Accompagnai Tomi ad ogni partita e fu grandioso dal punto di vista di una madre, vedere la gioia e il divertimento che ogni bambino metteva nell´andarsi ad allenare.
Per cio’ che ho potuto osservare, ogni giocatore mostro’ notevoli miglioramenti sia per chi giocava con un aiuto sia per chi ci riusciva autonomamente.
E fu grandioso poterne essere testimone.
In qualita’ di spettatrice a lato del campo, ho visto I ragazzi crescere sia mentalmente che fisicamente constatando, quanto ogni singolo giocatore posto nella propria parte del campo, sia fondamentale nella buona riuscita della partita.
Il calcio ha rappresentato un toccasana per Tomi, anche grazie all’aiuto di nuovi amici e’ riuscito ad accettarsi per quello che e’.
Abbiamo imparato insieme che la disabilita’ non e’ un ostacolo se hai veramente interesse a praticare uno sport.
Cordiali saluti,
Tyti Hinttaniemi
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MRS. ELISABETH REHN & LINDA KIRKONUMMI ‘S DAYS 1999
Linda:
Prima di compiere dieci anni non ho mai avuto il coraggio di praticare sport.
Il motivo, e’da attribuirsi agli episodi di bullismo,sia fisici che mentali, di cui sono stata oggetto per i primi tre anni delle scuole elementari.
Non sono mai stata ammessa in nessuna squadra sportiva ne´tantomeno di calcio, sport del quale sono sempre stata interessata.
A scuola mi era permesso di lanciare una palla con l´aiuto di una persona e questo cominciava ad annoiarmi.
Cosi´all´eta’ di dieci anni ebbi il coraggio di cambiare scuola e cominciai a giocare a floorball.
Ne fui subito entusiasta.
Lo pratico ancora adesso assieme al calcio nella FinnPa Fair Play Team.
I miei hobbies sono anche boxe, jogging, fitness oltre che cantare e suonare la batteria.
Ogni tanto ricevo ancora commenti stupidi da altri ragazzi ma semplicemente li ignoro e vado oltre.
Mi da´molto fastidio come molte persone mi facciano notare il modo in cui cammino…non sono affari loro! Anzi, mi diverto quando si domandano come possa praticare uno sport….
Tutti possono in qualche modo!
​

All´inizio anch´io in verita’ mi sono posta questo problema, ma adesso sono cinque anni che mi alleno a calcio e non potrei stare un giorno senza!
Amo da impazzire anche la musica, canto e suono in una band da oltre cinque anni ormai.
Mi piacerebbe che in Finlandia fossero organizzate molte piu’ iniziative sportive per coloro che sono stati esclusi dai normali clubs e vorrei che ci fossero molti piu’ Fair Play teams in modo da organizzare dei tornei o qualcosa di simile.
Adesso ho molta piu’ propensione a provare nuovi tipi di sport e voglio incoraggiare gli altri ragazzi disabili nel praticarlo: all´inizio potrebbe essere dura ma basta solo credere in se’ stessi.
Molti miei amici hanno paura di cominciare per paura che le altre persone ridano ….io suggerisco….Ridete voi di loro!
Vorro’ sempre difendere le persone deboli e aiutare chi ha bisogno.
Tutti I miei hobbies mi hanno permesso di avere tanti nuovi amici e mi piacerebbe che un giorno venissero abbattuti tutti i pregiudizi sui disabili in modo che chiunque abbia il diritto di praticare uno sport o un’attivita’ di suo interesse.
RIcorda che siamo tutti importanti!
Linda.
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GIOCARE A CALCIO PER UN IPOVEDENTE:
LA STORIA DI MATTI

Tutto e’ cominciato a meta’ del giugno scorso , quando ho notato l´annuncio su Airut, una rivista per ipovedenti.
Il testo era a proposito della formazione della Fair Play Soccer School, squadra dedicata ai disabili e agli ipovedenti che si sarebbe allenata nella Tali Soccer Hall.
Il lunedi’ successivo contattai Pekka Liikanen il quale mi iscrisse all’ evento.
Il mattino, Timo Virtanen, l´allenatore, mi telefono’ e insieme cercammo altri membri da inserire nella squadra.
Solo in due piu’ me aderirono all´iniziativa e la ragione fu, probabilmente, che era periodo di vacanza.
Forse molti ragazzi rimasero disorientati da questa iniziativa, perche’ fino ad allora, nessun ipovedente aveva avuto la possibilita’ di giocare a calcio.
Molti miei amici chiesero: che senso ha? Ma a me non importo’.
Alla fine di giugno, il mio allenatore ed io andammo a fare pratica nella Tali Soccer Hall: fu la prima volta che allenava un ragazzo col mio handicap, fu cosi’ anche una buona occasione per testare il metodo di allenamento che avrebbe utilizzato con me e con gli altri membri.
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Foto: Matti & Timo 1995 primo allenamento
UNA PERSONA DI SOSTEGNO PER I NON VEDENTI
Fino ad oggi, per giocare a calcio,un non vedente ha bisogno di una guida.
Prima che inizi il gioco e’ suo compito spiegare al giocatore dove si trovano le porte.
E’ anche importante, soprattutto quando si gioca in un campo nuovo, percorrerne insieme la circonferenza, cosi´da capirne forma e grandezza.
Funziona un po’ come camminare per strada: la persona che funge da sostegno, prende a braccetto l’ atleta e gli indica dove si trova la palla, la distanza e la difficolta’: a volte, se e’ difficile intercettarla e calciarla, la guida lo fa’per lui.
GRANDE ATMOSFERA IN AGOSTO!
Il primo week end di Agosto, fu creato un evento durante il quale i ragazzi presero confidenza col calcio.
Gli allenamenti vennero strutturati come un percorso composto da vari “ check point”, ognuno dei quali era dedicato all´insegnamento di un’ abilita’ specifica: correre calciando il pallone, tirare in direzione della porta, tecniche di tiro e cosi´via.
Dopodiche’ furono pronti per giocare tutti assieme : ragazzi e ragazze.
La ciliegina sulla torta,fu la visita al parco di divertimenti di Linnamäki : approfittammo delle attrazioni e mangiammo dolci …. fu un miracolo che il giorno dopo fossimo in grado di giocare!
Nonostante cio’ tutti ricevemmo alla fine, una medaglia.
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Foto : Tomi gioca a calcio con l´Arcivescovo John Vikström 1995 Fair Play football school
LA SQUADRA PRENDE VITA
Decisi di allenarmi regolarmente a calcio quando seppi che gli allenamenti si sarebbero svolti al coperto, in modo da consentirne lo svolgimento anche durante l´inverno.
Tutto cio’ si rese possibile in ottobre, quando ci fu data la possibilita’ di affittare la palestra della Helsinki Four Healthcare Institute in cui ci saremmo allenati ogni lunedi´.
Noi avremmo preferito la palestra di Tali, ma a dispetto delle nostre richieste non ci fu mai concesso di allenarci li’.
Alla fine di novembre aggiungemmo un altro incontro il giovedi´nella Siltamäki Swimming Hall.
Li’oltre a nuotare, ci allenammo nelle varie tecniche di tiro e giocammo naturalmente a calcio.
In acqua si usarono due tipi di palle differenti: una piu’ grande e pesante in gommapiuma per gli allenamenti e una piu’ piccola per gli incontri.
E’ molto piu’ difficile giocare in acqua, richiede molto piu’ sforzo.
Abbiamo anche giocato delle amichevoli contro altre squadre.
L’ obiettivo non fu vincere ma divertirsi e supportarsi l´uno con l’ altro. I
l clou arrivo´ in dicembre, giorno dello United Nations International Soccer Day.
Giocammo un’ amichevole all´aperto in un campo da hockey, la temperatura era intorno allo zero, stava nevischiando ed era tutto molto scivoloso….la mia guida quasi scivolo´….fu molto divertente!
INTEGRAZIONE DEI DIVERSI GRUPPI
Una notte, assieme al coach, riflettemmo sulla necessita’ di costituire ufficialmente una squadra composta esclusivamente da ipovedenti poiche’ gia’ esisteva da vent´anni un team di goalball dedicato a loro utilizzando il suono.
Da una parte aveva senso perche’ gli allenamenti sarebbero stati strutturati secondo le loro necessita’ e ci si sarebbe potuti avvalere come allenatori di persone disabili con una lunga carriera calcistica alle spalle.
Tutto cio’pero’ poteva apparire in conflitto con lo scopo principale del progetto cioe’ integrare I ragazzi ipovedenti nella societa’.
E’ una domanda che ci ponemmo piu’ volte.
DOVE SIAMO ARRIVATI
La nostra squadra fu composta da 23 giocatori 6 dei quali in qualche modo ipovedenti.
3 sono totalmente non vedenti e altri 3 riescono a vedere solo un poco.
Il range d´eta’ fu ampio: va’ dai 6 anni del piu’ piccolo a me che ne ho 21 e fui all´epoca il piu’ grande.
La media fu comunque 14/15 anni.
L’autunno seguente entro’a far parte della squadra un nuovo giocatore con le stampelle ma questo non gli impedi’ di giocare come chiunque altro.
Questa e’ la dimostrazione che il calcio puo’essere praticato da chiunque anche se a volte puo’risultare uno sport un po’ violento.
CONCLUSIONE E CONSIDERAZIONI
Per quanto mi riguarda reputo il calcio un grande gioco: ti da´la possibilita’ di stringere nuove amicizie e di essere spensierato.
Ho notato inoltre che sono molto piu’ in forma, lo consiglio quindi, anche a chi ha problemi di peso.
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LE 7 REGOLE DEL FAIR PLAY
1- “Rispetta la natura che ti circonda” La natura fa´ parte della nostra vita per cui non sporcare!
2- “Le differenze sono una ricchezza” Ogni persona e’ diversa dall’altra…accettiamoci cosi´come siamo.
3- Diamo la possibilita´ai bambini di partecipare con gioia allo sport.
4- Giocatori e allenatori! Ricordatevi di rispettare I vostri avversari e di competere second il fair play!
5- Bambini e ragazzi! Ricordatevi di rispettare i piu’ anziani e di aiutare chi si trova in difficolta´.
6- Siamo onesti gli uni con gli altri! Ricordiamoci le regole del fair play!
7- Incoraggiarci e dirci grazie sono fondamentali per sostenerci a vicenda.
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Foto: Intervento “ Sport against violence “ – Afghanistan Marefat high school 17.08.2011 The Lion of Finland.
I TORNEI “EVERYBODY IS IMPORTANT”
Furono organizzati diversi tornei in tutta la Finlandia.
In particolar modo, durante l’ evento nella citta’ di Kärkölä, ci concentrammo sul nostro progetto in Bosnia Herzegovina, basato sul recupero e l’ educazione dei ragazzi attraverso l’ educazione fisica.
Anche diverse istituzioni presero parte al torneo, tra cui il corpo dei Vigili del Fuoco e le Nazionali di calcio composte rispettivamente da non vedenti e disabili.
Giunsero anche I saluti ufficiali e gli incoraggiamenti di Helvi Sipilä, vice segretario delle Nazioni Unite ed inoltre, la manifestazione, fu l´occasione per la popolazione della citta’ di donare diverse attrezzature destinate alla Bosnia-Hertzegovina.
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Foto: Rappresentanti Ministero della Difesa & Celebral palsy Team/ Deaf Team Finland 1999
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CONGRATULAZIONI DA HELVI SIPILÄ
Sono meravigliata di come persone che vivono situazioni di disagio, riescano ad apportare un cosi´prezioso contributo alla societa’.
Durante gli anni in cui ho lavorato come promotore internazionale di pace in diverse Istituzioni in Finlandia, ho avuto modo di vedere e sperimentare diverse forme di ricchezza.
Ciascuno di noi e’ diverso dagli altri e l´apparenza fisica non e’ la cosa piu’ importante.
Porre attenzione ai valori come rispettare il prossimo e accettare le differenze sono il lavoro e il messaggio piu’ importante che possiamo trasmettere per promuovere la pace.
Il mio messaggio di pace da lasciare alla popolazione finlandese e’ questo: durante la Guerra d´Inverno ho svolto servizio di guardia dal primo all´ultimo giorno.
Quelle notti solitarie nella torre mi hanno spinto a riflettere sui valori della vita.
I piu’ grandi propositi a quel tempo erano i nostri ragazzi e il loro futuro, e spero che questi non vengano mai meno.
Offriamo loro ogni possibilita’ e supportiamoci a vicenda.
Fui molto felice quando il mio primo figlio nacque 2 mesi dopo la fine della Guerra.
LA DIVERSITA´E’ RICCHEZZA
Lavorando con gli scout affetti da paralisi cerebrale, conobbi 52 anni fa un corrispondente in Svizzera che sapevo essere molto rispettato nel suo ambiente.
La prima volta che in cui ci siamo conosciuti ero davvero abbastanza ansiosa.
Con lui venne anche suo figlio di 10 anni, affetto da idrocefalia.
Dopo averlo conosciuto meglio, presi coscienza delle sue competenze e capacita´che provenendo direttamente dal suo cuore, esprimeva perfettamente a parole.
Fu il momento in cui ebbi la prova che la diversita’ e’ ricchezza.
Cominciai poi il mio lavoro a favore degli Scout non vedenti, il quale assunse poi un ruolo significativo nella mia vita.
Infine, vorrei ricordare a tutti i collaboratori del progetto “Everybody is Important”:
Il primo paragrafo dell´atto costitutivo delle Nazioni Unite recita:
“Qualunque sia la nostra situazione, non ci possono essere negati i diritti umani fondamentali”
“EVERYBODY IS IMPORTANT” DAYS A TURKU E JYVÄSKYLÄ
Durante la primavera del 1998 alcune organizzazioni promisero verbalmente di sostenere le spese della nostra societa’in caso di bisogno.
Su queste basi, programmammo diversi eventi per poi scoprire in seguito, a dispetto di quanto detto, che non avremmo ottenuto alcun finanziamento.
Ci avviammo quindi verso un periodo di difficolta’ economiche.
In qualita´di presidente, mi assunsi il rischio, e mi offri’ di sostenere I costi per l´organizzazione dello School Day di educazione fisica che si sarebbe tenuto a Turku e Jyväskylä.
Gli insegnanti, e soprattutto I bambini, aspettavano con gioia quel momento e non avrei mai potuto deluderli.
Fecimo richiesta di sovvenzioni anche al Ministero dell´Educazione ed alcuni altri enti, senza ottenere nulla.
Cosi´il 27 di agosto, dimostrammo la nostra forza: in poco tempo e senza alcun aiuto pianificammo il nostro primo Everybody is Important School Day in Finlandia.
Presero parte al nostro evento 420 bambini sia disabili che non.
Gli sport praticati furono: calcio, atletica leggera, basket, e training circense.
Inoltre,con grande entusiasmo anche il Corpo di Polizia, la Croce Rossa Finlandese e diversi altri , presero parte all´iniziativa e offrirono il proprio contributo.
Ricevemmo infine alcuni contributi economici dalla citta’ di Turku e dalla Societa’ Finlandese degli Educatori Fisici.
Jyväskylä
Il piu’ grande evento dell’anno cadde il 10 di settembre.
Ancora adesso siamo sorpresi di come riuscimmo ad organizzarlo:
pur avendo mezzi limitati ma mettendoci tutto il nostro cuore fummo in grado di pianificare un avvenimento per 1200 bambini e ragazzi con poche risorse economiche ( soldi come al solito promessi da una societa’ all’ inizio della primavera, ma mai ricevuti).
In quell´occasione, con l’ aiuto del dipartimento universitario di educazione fisica, 1200 bambini furono in grado di praticare goalball, pallavolo da seduti, atletica leggera, floorball, basket in carrozzina, judo, fitness boxe, rugby in carrozzina, orientamento, bocce e backgammon.
Integrazioni:
Scuola di Voionmaa: invito alla tolleranza attraverso letture tenute da oratori internazionali.
Inoltre, visita almuseo di Aviazione militare e incontri con la Croce Rossa,la Polizia e I Vigili del Fuoco.
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Foto: Everybody is Important school day Vantaa 1999
L’ EDITORIALE
“ A volte splende il sole a volte piove a dirotto….ma i palloni sono sempre in azione…”
Non riesco a non cantare la nostra canzone scrivendo questo editoriale.
Ricordo perfettamente l’ incontro con la Cerebral Palsy Society of Southern Finland, nella quale discutemmo a proposito dell´importanza dello sport per i bambini affetti da questa disabilita’.
Esistono diverse organizzazioni sportive, che educano ragazzi e non, all´importanza dell´attivita´fisica.
Molte di esse, pero’ dimenticano chi in partenza, parte svantaggiato.
Per essi e’ arduo trovare chi li accoglie e li supporta.
Quella notte decidemmo di unire le nostre forze e di dare il via ad un progetto da esportare in tutto il mondo : ogni bambino e ragazzo, a dispetto delle sue condizioni e abilita’ fisiche e’ degno e meritevole di potere praticare uno sport.
Il progetto Everybody is Important era ormai attivo da tre anni, in cui abbiamo avuto diverse cooperazioni.
Organizzammo molti eventi durante I quali oltre 9000 bambini provarono la gioia di potere praticare attivita’ fisica.
Il nostro progetto fu sostenuto da campagne informative avvenute via Tv, radio e stampa.
Ipotizzammo di avere raggiunto oltre 6500000 utenti, motivo per il quale possiamo sostenere che in molti abbiamo sentito parlare di noi almeno una volta.
Crediamo di avere apportato un beneficio alla collettivita’ cambiando il modo di pensare e di agire delle persone.
Questa piccola “ palla di neve” scaturita assieme alla CP Society of Southern Finland, divento´ in seguito una valanga in grado di rompere pregiudizi e abitudini costituite.
Su di essa, fu idealmente possible leggere I nostri piu’ grandi valori: FAIRPLAY, EVERYBODY IS IMPORTANT e naturalmente, MADE IN FINLAND.
Timo Virtanen
Presidente
OPERAZIONE COOPERAZIONE
L´operazione di cooperazione ebbe inizio.
La “Physical Education and Children and Youth” ( SUOLA RY) ebbe collaborazioni con varie istituzioni quali Polizia, Vigili del Fuoco, Protezione Civile ecc ecc…
Il fine fu quello di avvicinare I ragazzi all’ educazione fisica e allo sport e al contempo, di metterli in guardia dai pericoli derivanti dall´uso di alcool e droghe.
Col tempo, la SUOLA RY, attraverso le sue sedi dislocate ad Helsinki e Turku ( alle fine di settembre 1999 se ne contarono 7) supporto´ diverse istituzioni di aiuto all´infanzia e istituti di detenzione minorile.
La naturale prosecuzione della filosofia della Societa’ al di fuori dei confine nazionale, si compi´ col progetto “Everybody is Important” in Bosnia Erzegovina.
Attuata con l´appoggio delle Nazioni Unite e dell´IPTF ( International Police Task Force).
Fin dal 1998, La SUOLA RY, organizzo´, attraverso varie cooperazioni, eventi sportivo- educativi per oltre 23000 giovani.
Ognuno dei quali ha offerto una chance a ragazzi diversamente abili e non, di potere praticare attivita´fisica insieme integrandosi.
Noi della SUOLA RY, crediamo che prima riusciamo a relazionarci con chi e’ “diverso” da noi, prima riusciamo a combattere i pregiudizi, che portano in seguito all´isolamento e all´emarginazione.
Riuscire a socializzare sin da piccoli in un ambiente positivo, attraverso la pratica di uno sport, puo’ rendere la nostra societa’ migliore.
Sorridere, divertirsi,imparare per mezzo di un’ attivita’ sana che insegni il rispetto e la collaborazione, puo’ fare la differenza.
Ringraziamo chi ha voluto collaborare al nostro progetto.
Ognuno di noi e’ importante.
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Foto: Cerebral palsy Teams Finland & Ireland e junior team FC Orivesi 2000
EVERYBODY IS IMPORTANT RAPALLO ITALY 2018.
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OPERAZIONE “EVERYBODY IS IMPORTANT” IN Bosnia-Hertzegovina
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Durante l´Everybody is Important Day a Jyväskylä venimmo a conoscenza di un´operazione il cui scopo era di aiutare i bambini nelle zone di guerra.
Molti di loro avevano perso la gioia di vivere…molti amici morirono e le loro case vennero distrutte….Tutto questo per asse condare l´avidita´e i giochi di potere degli adulti.
Il proposito di questo progetto fu, attraverso la raccolta di fondi in Finlandia, di organizzare incontri di basket per dare uno spiraglio di speranza ai ragazzi.
Il progetto purtroppo falli´ per ragioni politiche.
Fortunatamente, le truppe NATO/SFOR finlandesi si trovavano nei pressi della citta’ Di Doboj.
In qualita’ di presidente decisi di portare a termine la missione : non volevo permettere che le decisioni e gli interessi di alcuni politici impedissero la realizzazione di quanto prefissato.
Grazie ad un mio contatto laggiu´, venni a sapere che la squadra locale di basket, la KK Doboj, versava in condizioni disperate.
Situazione difficile da comprendere per molti di noi, abituati ad uno stile di vita composto da agi e comodita´.
EVERYBODY IS IMPORTANT PROJECT IN
BOSNIA-HERTZEGOVINA
1998/1999
Sono arrivato a Doboj il 21 novembre 1998 per un sopralluogo.
Il giorno successivo, abbiamo ufficialmente dato il via al nostro lavoro a favore dei bambini e ragazzi locali, contattando varie organizzazioni finlandesi che ci avrebbero fornito aiuti da distribuire.
L’evento “Everybody is Important” ha avuto luogo a Doboj nel marzo 1999.
Lo sopo e’stato quello di sostenere e promuovere la tolleranza e il rispetto delladiversita’.
A marzo e’ cominciato cosi’ il mio viaggio.
La strada e’lunga 4000 km, e impiego 5 giorni per arrivare.
La sola ragione per cui lo faccio e’dimostrare la volonta’della Finlandia nell’ aiutare le popolazioni colpite dalla Guerra.
I berretti Verdi appartenenti al corpo della NATO/SFOR sono al nostro fianco.
Vorrei anche organizzare una trasferta momentanea per questi ragazzi in Finlandia, in modo che possano trovare svago e serenita’ anche se solo per un periodo.
Quando tornero’ a casa scrivero’ un rapporto a proposito delle condizioni di vita in Bosnia-Hertzegovina.
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Foto: Una casa distrutta in Bosnia – Hertzegovina 1998
​Abbiamo collaborato con la NATO/SFOR per quasi 6 mesi.
Il progetto “Everybody is Important in Bosnia - Herzegovina” ha promosso la pace attraverso la pratica dell´attivita’sportiva.
Sono nate nuove amicizie e donato aiuti provenienti da sport clubs finlandesi e famiglie.
Tutti noi apparteniamo a una sola grande “ Fair Play Family” il cui motto e’: Everybody is Important – Ognuno e’ importante.
Durante la nostra operazione in Bosnia, abbiamo donato attrezzatura sportiva, abiti e giocattoli.
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LA MISSIONE HA INIZIO
Il viaggio, gia’rimandato negli anni 1996/97, e’ iniziato il giorno 6 marzo.
Laggiu´ci avrebbero accolto Istituzioni militari finlandesi, gia’ operative sul posto.
Partendo da Helsinki con un fiammante camion Scania rosso, che abbiamo ribattezzato ”Red 7”, abbiamo raggiunto la nave che ci avrebbe portato in Germania.
Il tragitto e’stato pianificato dal nostro autista, uomo che ha dato un grosso contributo alla missione.
Durante la traversata in nave, siamo stati accolti dal capitano, fiero ed orgoglioso di averci come passeggeri.
Le condizioni meteo erano eccellenti, cosi’come il servizio a bordo e il cibo offertoci.
Tutto cio’ci ha permesso di raccogliere le forze per affrontare il lungo viaggio che ci avrebbe atteso di li´ a poco.
Dopo 1150 km di navigazione, in un´assolata mattinata siamo sbarcati al porto di Lubeck in Germania.
Il nostro autista Vesa, e’ saltato prontamente al posto di guida del Red 7, azionandolo in tutta la sua potenza.
Eravamo pronti per attraversare Germania, Austria e Ungheria.
Il primo giorno abbiamo viaggiato per 800 km, prima di concederci un po’ di riposo.
Il giorno seguente, siamo stati colpiti da un forte mal tempo, ma una volta lasciatoci alle spalle il confine austriaco il sole e’ tornado a splendere.
Abbiamo costeggiato le potenti acque del Danubio, mentre laradio trasmetteva in sottofondo “My heart will go on” dal film Titanic.
Ad un certo punto ho controllato la cartina: il confine dell´Ungheria non era affatto lontano.
Li´avremmo trovato I rappresentanti della NATO/SFOR.
L´incontro e’ avvenuto nel pomeriggio: lo spiccare della bandiera Bianca con la croce blu appuntata sulla loro divisa, ci ha reso orgogliosi e fieri allo stesso tempo.
​Abbiamo continuato cosi´il nostro viaggio in direzione Pecs, Ungheria.
Li´abbiamo trovato ristoro in vista del piu’ impegnativo giorno del nostro viaggio.
L´indomani, dopo avere controllato il nostro equipaggiamento abbiamo percorso I rimanenti 200 km impazienti di portare a destinazione Il nostro carico.
Sorpassando il confine bosniaco, siamo giunti finalmente a Doboj nel cui cielo, quasi volesse darci il benvenuto, brillava un sole caldo e splendente.
Abbiamo continuato cosi´il nostro viaggio in direzione Pecs, Ungheria.
Li´abbiamo trovato ristoro in vista del piu’ impegnativo giorno del nostro viaggio.
L´indomani, dopo avere controllato il nostro equipaggiamento abbiamo percorso I rimanenti 200 km impazienti di portare a destinazione Il nostro carico.
Sorpassando il confine bosniaco, siamo giunti finalmente a Doboj nel cui cielo, quasi volesse darci il benvenuto, brillava un sole caldo e splendente.
Il Red 7 si e’ cosi’ diretto verso l’ area militare della citta’.
La sfida di percorrere 3000 km con lo scopo di aiutare la popolazione locale, era finalmente compiuta nel momento in cui abbiamo cominciato a scaricare il nostro materiale.
Il “Fair Play Day” si sarebbe tenuto il 15 marzo successivo all´interno della palestra di Doboj.
Martedi´mattina, io ed il mio collega Kimmo, abbiamo organizzato la distribuzione degli aiuti: e’stato emozionante constatare quanto le famiglie finlandesi, gli sport clubs e le varie organizzazioni sportive, abbiano volute donare.
Dopo 7 ore di lavoro era tutto pronto: i bambini locali erano felici ed impazienti di ricevere I nostri doni.
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Foto: Messaggio dalla Rappresentante Nazioni Unite Mrs Elisabeth Rehn 1999
​Abbiamo lavorato 6 mesi per far si che tutto cio´accadesse e ci sentivamo orgogliosi.
Lo sport club di Doboj ha ricevuto nuovi palloni ed attrezzatura, cosi´come gli alunni della scuola.
Tutti hanno anche ricevuto un diploma a ricordo dell´evento.
Sfortunatamente, una cattiva notizia incombeva su di noi, tentando di vanificare tutto il nostro lavoro.
Il professore della scuola ci ha riferito il seguente messaggio proveniente dal Ministero dell´Istruzione:
- Sono mortificato, ma ho appena appreso che a causa della situazione politica in corso non possiamo collaborare con la NATO/SFOR.
A causa di cio´ non si terra’ il Fair Play Day previsto per il prossimo 15 marzo, come da precedenti accordi.
Io e Kimmo, guardandoci ancora increduli ed arrabbiati, pensavamo a quanti ragazzi non avremmo reso felici a causa di mero interesse politico.
6 mesi di duro lavoro stavano per venire meno, e come al solito erano le categorie piu’ deboli a pagarne lo scotto.
Attraverso il mio report, ho cercato di attirare l´attenzione dei media e del Comitato Olimpico, per portarli a conoscenza della situazione, e dare cosi´l´opportunita’ alla popolazione di godere di una giornata all´insegna della normalita’: il Fair Play Day.
FAIR PLAY MESSAGE
Dopo che ci e’ stato impedito di tenere il Fair Play Day, questo e’ il messaggio inviato ai media al fine di sensibilizzare l´opinione pubblica:
- Faccio le veci di tutte le famiglie di buon cuore e le organizzazioni finlandesi che ci hanno aiutato nell´organizzare il nostro progetto.
Il primoFair Play Day e’stato cancellato per motivi politici, lasciando centinaia di ragazzi serbo- bosniaci una volta di piu’ abbandonati a loro stessi.
Stimato Comitato Olimpico, siamo giunti dalla Finlandia, per aiutare I bambini.
Ci auguriamo che vogliate sostenere la nostra petizione nei confronti del Governo bosniaco.
Con le armi a nostra disposizione, ovvero il cuore e lo spirito del Fair Play, vogliamo poter permettere a queste popolazioni, di sperare in un domani migliore.
Ed e’ per questo che siamo qui a chiedere il vostro aiuto, noi crediamo fermamente nello sport e nel Fair Play come arma per combattere la rassegnazione.
Chiunque puo´ aderire al nostro progetto ed apportare un prezioso contributo per far si che la situazione attuale migliori nel tempo.
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MISSIONE ( RAPPORTO N. 3)
Come gia´detto, abbiamo viaggiato 3000 km in direzione Bosnia-Hertzegovina allo scopo di aiutare la popolazione locale.
Era il 10 marzo 1999.
Purtroppo l´allora Ministro dell´Istruzione ha tentato di impedirci di portare a termine il nostro obiettivo.
Cosi´, assieme al mio compagno d´avventura Kimmo, abbiamo presto pianificato un piano d´attacco: I nostri referenti locali ci imploravano di non arrenderci.
Ci sentivamo tristi ed arrabbiati ma per noi gli ostacoli rappresentavano una sfida ed avremmo di sicuro pianificato un ottimo piano B.
Il tempo pero´scorreva veloce: era gia´venerdi´pomeriggio e il Fair Play Day si sarebbe dovuto tenere il lunedi´successivo.
Sabato mattina abbiamo contattato il team locale di basket: ho incontrato poi il presidente della squadra chiedendo se quel giorno avessero in programma di allenarsi.
Cosi´, lo stesso giorno alle 16 ci siamo diretti verso la scuola elementare di Doboj col nostro carico di merce.
Ad attenderci abbiamo trovato I rappresentanti ufficiali della squadra, I giocatori,e una stampa entusiasta ed impaziente di immortalare l´evento.
All´interno della palestra,prima della distribuzione dei materiali, il Presidente della Societa´sportiva ha tenuto un bellissimo discorso durante il quale si riprometteva di visitare la Finlandia con la sua squadra di li´ a un anno.
​Durante il mio intervento ho avuto l´onore di leggere il messaggio inviatoci da Elisabeth Rehn, nostra grande sostenitrice.
L´atmosfera di normalita´che si respirava, la serenita’ dei bambini e il sorriso sui loro volti ci riempiva il cuore d´orgoglio.
Dopo la visita alla palestra, rimaneva un solo giorno per organizzare il nostro Fair Play Day alternativo.
Domenica mattina ho conosciuto gli interpreti.
Ho quindi riferito la nostra tabella di marcia a un entusiasta Kimmo.
L´Ufficiale del Battaglione, ben contento di come procedeva il nostro operato, ci informo´sulla potenziale pericolosita’ di lasciare il campo di prima mattina, ma noi eravamo certi che tutto sarebbe andato per il meglio e quei ragazzi avrebbero avuto cio´che meritavano.
SVOLGIMENTO FAIR PLAY DAY
Il piano era il seguente:
- Visita di prima mattina alla scuola elementare a Gradacaci (80 km) per distribuire gli aiuti e giocare assieme a calcio.
- Ripartire quindi in dirzione di Derventa( 60 km) in visita all´Istituto per I non vedenti, sfidandoci in una partita di goalball e contemporaneamente insegnando loro nuove tecniche.
- Tappa successiva ritorno a Doboj( 60 km) dove siamo stati I protagonisti di un´entusiasmante partita a calcio contro il team locale, al termine della quale abbiamo impartito nozioni di sicurezza al nostro pubblico. (Soprattutto focalizzandoci sulle mine antiuomo).
In ogni nostra tappa abbiamo riportato il messaggio beneaugurante di E. Rehn e distribuito il materiale che avremmo in origine dovuto donare durante l´Evento nella Gym Hall.
Durante il nostro ritorno al Battaglione esausti ma al contempo soddisfatti e felici abbiamo ripercorso I 6 mesi di lavoro estenuante che ci hanno consentito di essere li´in quell momento.
Tutto stava per andare in frantumi ma attraverso una rapida riprogrammazionene ne siamo usciti vincenti.
Abbiamo reso possibile l´impossibile.
Sembra strano di quanto una piccola palla sia portatrice di gioia e nuovi amici.
Quando pratichi attivita’ sportiva puoi dimenticare per un breve periodo di tempo le difficolta´ al di fuori della palestra e sperare in un domani migliore.
Siamo onorati di avere collaborato con la SFOR finlandese, e di avere contribuito alla Missione di Pace.
Auguriamo a tutti i membri della Fair Play Family gioia e serenita’. Noi continueremo sempre a divulgare il nostro messaggio “Everybody is Important”
Timo Virtanen
Presidente
1/8 OTTOBRE 1999
L´UNESCO sancisce il diritto allo studio ad ogni bambino .
Tutti devono avere un’ opportunita´.
Seguendo le sue linee guida la NATO/SFOR e l´organizzazione sportiva finlandese SUOLA ry sono state in grado di creare diversi eventi a favore degli studenti.
I soggetti che hanno reso possibile il loro operato sono stati fondamentali per la buona riuscita dei vari progetti.
Ci hanno aiutato molte organizzazioni, Istituzioni, scuole e normalissime famiglie di buon cuore.
Molte aziende ci hanno donato attrezzature sportive e materiale da donare durante I nostri Fair Play Day.
Uno per tutti: NIKE.
Siamo orgogliosi che molti bimbi delle scuole finlandesi abbiano apportato il proprio contributo inviando diversi aiuti corredati dai loro disegni e messaggi.
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​Sono partito venerdi´ 1 ottobre assieme al mio preziosissimo carico: 50 kg di materiale didattico.
Il volo Finnair mi ha portato da Helsinki a Budapest, e da li´ho raggiunto Pecs spostandomi in treno.
Dopo 3 ore di un viaggio non proprio comodissimo a causa del mio ingombrante carico, ho raggiunto l´Hotel per godere di un po’ di meritato riposo.
La mattina seguente mi sono rimesso in marcia raggiungendo i Collaboratori di Pace gia´informati del mio arrivo.
Assieme, a notte gia’inoltrata, siamo giunti a Doboj, Bosnia e programmato gli impegni per il giorno seguente.
GIORNATA INTERNAZIONALE DEL BAMBINO
4 OTTOBRE 1999

Tutto ha avuto inizio alle ore 9 a.m. nell´atrio della scuola di Doboj.
Al suo interno e’ stato allestito un fantastico tavolo di presentazione della Finlandia e in particolare di Helsinki, futura capitale europea della cultura.
Alle ore 10 il Preside ha dato il via alla cerimonia d´apertura, elogiando il nostro lavoro a loro favore.
Sono stati riparati gli spogliatoi, I bagni e la palestra della scuola.
Quella magnifica giornata e’stata un´ulterirore occasione per promuovere la tolleranza e la pace attraverso la pratica dello sport.
Io, come di consueto, ho letto il messaggio del nostro patron Elisabeth Rehn e ringraziato gli sport clubs locali e la scuola per averci accolti con cosi´grande affetto.
Al termine del discorso, sono iniziati ufficialmente i Fair Play Games: gli sport previsti erano calcio, floorball e basket e I giocatori insegnanti e studenti della scuola nonche’ I militari della NATO/SFOR.
L´atmosfera era esaltante: quasi 300 studenti hanno potuto praticare diverse attivita’ sportive sempre all´insegna del Fair Play.
Fieri ed appagati come al solito del nostro operato, abbiamo poi proceduto con la distribuzione di attrezzatura sportiva alla scuola e agli sport clubs della citta´.
Tutti avremmo voluto promettere di ritornare qui ogni anno e rendere il Fair Play Day un appuntamento fisso.
Purtroppo non ho potuto garantire nulla in quanto I fondi a nostra disposizione erano limitati e non ci hanno permesso di pianificare progetti a lungo termine.
Siamo rimasti comunque in contatto, cercando da parte mia sempre nuovi modi per aiutarli anche a distanza.
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Everybody is important day Gradacac school.
GRADACAC
Il Fair Play Day si e´tenuto alla Hasan Kikic School gia’ gemellata con la Jokiniemi Children’s School (Finlandia).
L´inno nazionale della Bosnia-Herzegovina risuonava nelle aule e nei corridoi infondendo in noi un sentimento misto di orgoglio e serenita´.
Al termine, il Cappellano militare Tom Säila ha iniziato ringraziando gli abitanti della cittadina e gli studenti per avere creato una cosi´piacevole atmosfera. I quali risposero con un fragoroso applauso.
I Fair Play Games inclusero Pallavolo, calcio indoor, basket e floorball.
Per quest´ultimo insegnammo nuove regole in accordo con le line guida della Finnish Floorball Union.
In quell´occasione ci e´stato possibile donare alla scuola e al locale wheelchair basketball team , racchette inviate dalla societa´ finlandese Berner Oy.
DOBOJ
Quel giorno abbiamo fatto visita a un istituto per ragazzi disabili.
Con noi, la promessa di inviare in un secondo momento ulteriore materiale in aggiunta a quello distribuito nel pomeriggio.
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7 ottobre 1999
DERVENTA

Dopo avere preparato il necessario ci siamo diretti verso l´Istituto per i non vedenti dove avremmo tenuto il Fair Play Day.
Il direttore e’ stato semplicemente entusiasta del nostro arrivo e del nostro aiuto.
Gli studenti dell´Istituto hanno realizzato un bellissimo spettacolo il cui tema e’ stato la tolleranza e l´amicizia.
Sentirli cantare e’ stato molto emozionante.
Successivamente ho letto il messaggio inviato dall´Associazione Ipovedenti Finlandesi, che molto gentilmente, ha donato due apparecchi Braille.
Infine, tutti assieme ci siamo scatenati in un´appassionante partita di goalball.
IL SIGNIFICATO DEI FAIRPLAY GAMES
Spesso abbiamo discusso circa l´importanza di impartire un´educazione sportiva durante la nostra missione di pace.
E’ stato un importantissimo e fondamentale elemento di unione tra la popolazione locale, debilitata dalla Guerra, e le forze militari presenti sul luogo.
Ha fornito alla comunita’ un ottimo punto di partenza per costruire un future di pace e uguaglianza.
Continueremo la nostra missione in Bosnia se le nostre risorse a disposizione ce lo permetteranno.
Timo Virtanen Presidente
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ANNO 2005
ANNIVERSARIO “EVERYBODY IS IMPORTANT”
10 ANNI

Le Nazioni Unite hanno decretato il 2005 come “International Year of Sport and Physical Education.
Durante quell´anno la Sport Against Family ha ricevuto un´email da un suo rappresentante, Mr. E. Mortimer.
L´oggetto della mail rammentava la necessita´di migliorare le condizioni di vita dell´infanzia nelle aree di crisi del Pianeta.
Il mezzo attraverso il quale raggiungere lo scopo era la paratica dell´attivita´sportiva.
A quel tempo il focus della Sport Against Violence Family era concentrare le proprie energie nell´aiutare le zone del Mondo particolarmente bisognose.
Dopo un´attenta considerazione, in collaborazione con la Women´s Football Team di Espoo, abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione verso le scuole e l´universo femminile in generale.
Abbiamo preso a cuore la situazione dell´infanzia e gioventu´ in Afghanistan.
Il primo carico di aiuti, materiale scolastico raccolto dalla FC Espoo, ha raggiunto destinazione per mezzo della ISAF ( istituzione finlandese operante in aree di crisi).
1500 ragazze e bambine hanno potuto cosi´recarsi a scuola ed avere diritto ad un´istruzione mediante la costruzione di 12 nuove aule.
Tuttavia, il progetto, ha incontrato una volta ancora diversi ostacoli, sia per motivi politici legati alla NATO, sia perche’ al tempo le studentesse hanno subito una forte repressione da parte dei Talebani.
Cio´nonostante, siamo stati in grado di organizzare un evento “Sport Against Violence” a Kabul, a favore principalmente della popolazione femminile.
Sfidando per tutto il tempo il pericolo di rappresaglie, una volta di piu´abbiamo apportato il nostro contributo alle categorie piu´deboli.
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Foto: Sport Against Violence Day Marefat high school 17 agosto 2011
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Foto: Scuola di musica ANIM Kabul
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Foto: Cooperazione con ANIM & Afghanistan´s Olympic organisation. The Lion of Finland & il Generale Afghano Akhbar
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EVERYBODY IS IMPORTANT
Ognuno di noi e` importante
Viviamo tutti al di sotto dello stesso Sole. Esso non decide a chi distribuire i propri raggi. Godiamo tutti dell´ energia che ci trasmette indistintamente.
“Everybody is important physical education project” ha raggiunto in quest’ anno 2016 i 21 anni di attivita'.
I NOSTRI BAMBINI SONO IL NOSTRO FUTURO.
IL Sole e’ per tutti noi uno solo. Rende possibile la nostra vita su questo pianeta senza badare a quelli che sono le nostre opinioni o credi. Non gli importa delle nostre religioni o opinioni politiche.
Ed e’ seguendo tale concetto che abbiamo concepito e portiamo avanti EVERYBODY IS IMPORTANT PROJECT.
Cosi’ come il Sole, ogni elemento naturale contribuisce alla nostra vita su questo pianeta.
Anche ad essi non interessano le nostre convinzioni. La loro sinergia rende possible l´esistenza di ognuno di noi indifferentemente.
Solo noi umani giudichiamo gli altri per cio’ che pensano o per cio’ in cui credono. Se potessimo dimenticare per un attimo tutto questo riusciremmo sicuramente a vivere finalmente in pace ed in armonia con i ritmi della natura.
I nostri bambini vivrebbero e crescerebbero in un mondo sicuro, lasciandone uno anche migliore ai loro figli.
- Lasciamo che ciascuno di noi trovi il proprio percorso e realizzi il proprio viaggio verso un mondo migliore.Le nostre associazioni seguono gli stessi principi e convinzioni: chiunque ha il diritto di trovare il proprio posto nel mondo.
Vogliamo rappresentare un esempio,diffondendo i nostri ideali:
- TUTTI SIAMO IMPORTANTI: nella nostra squadra, prendendo esempio dalla forza della natura onoriamo la vita di tutti e rispettiamo tutti allo stesso modo.
BENVENUTO NEL NOSTRO TEAM!
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​La Strada verso il Futuro

Aiuta un bambino in Ucraina nel suo percorso educativo!
Unisciti a noi nel preparare uno zaino scolastico per un bambino in Ucraina!
Puoi offrire a un bambino la possibilità di studiare e costruire il proprio futuro.
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Se lo desideri, puoi anche inviare una sponsorizzazione economica, che sarà destinata direttamente al progetto SAVE OUR SCHOOLS – S.O.S.
Dove devo inviare il mio saluto?
I saluti possono essere inviati a: [email protected]
Dove posso versare la mia SPONSORIZZAZIONE?
Dati bancari per sponsorizzazioni in EURO:
Effettua un pagamento domestico da un conto bancario situato nell’UE o nell’area SEPA.
  • Intestatario del conto: CYPE-Academy
  • IBAN: BE42 9055 2711 2454
  • Nome e indirizzo della banca: Wise, Rue du Trône 100, 3° piano, 1050 Bruxelles, Belgio
  • BIC/Swift: TRWIBEB1
  • Numero di conto: 5271124
Indirizzo della CYPE-Academy:
6466 Leshnikovo, Harmanli
Bulgaria
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